Album Fotografico

Davanti alla tenda dei trattamenti.

Davanti alla tenda dei trattamenti.

 In piedi da sinistra: Marco, Antonella, Marianna, Marcello
Seduti, da sinistra: Veronica, Roberta, Alessia, Guido

crepuscolo

Marcello, al tramonto…

volantini

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Giochi dei bimbi

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I primi trattamenti

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La “tenda-dojo” a pieno regime

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Volti di volontari Scout dopo il trattamento

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I commenti di due piccole Uke

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Alessia e Concetta

 

Scorcio di un volto... la nostra Concetta

Scorcio di un volto... la nostra Concetta

 

 

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Marianna

 

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 Marcello “Patch Adams”

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 Guido e Antonella

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Roberta e Concetta

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Piccolo uke

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12 risposte a Album Fotografico

  1. emilio giliberti scrive:

    in bocca al lupo ragazzi!!!

    • Marcello scrive:

      Grazie Emilio,

      sono tornato ieri, e devo dire che è stata un’esperienza stupenda.
      Non riesco ancora a definirla, ma sicuramente stupenda!

      A breve qualcosa di più dettagliato sulla vita al campo.

      Ciao.

      Marcello

  2. maddalena scrive:

    Ciao “Ragazzi”,
    sono emozionata nel vedervi all’opera, bravi!Purtroppo per ora non posso essere dei vostri, vi auguro buon shiatsu e tanto amore e calore umano per gli abitanti d’Abruzzo!
    A presto,
    maddalena

  3. Manuela scrive:

    Alessia e Luca mi hanno passato di persona le emozioni provate e mi hanno fatto partecipe della loro esperienza. Leggendo poi il diario di bordo e guardando le foto mi hanno colpito il senso di immediatezza e semplicità dell’incontro tra volontari e “residenti” del campo. Con tutto il cuore vi seguo nell’impresa non potendo purtroppo partecipare di persona. Buon shiatsu a tutti voi!
    Manuela

  4. Renzetti scrive:

    dal 7 di aprile sono in abruzzo ,e posso affermare con certezza che questo magnifico gruppo sia nel primo periodo che nel secondo è stato semplicemente fantastico, hanno dato quel qualcosa in più alla gente di pianola e non che sicuramente ricorderanno. grazie grazie grazie un abbraccio a tutti nella speranza di rincontrarci un giorno. Benedetto

  5. silvia scrive:

    ma vi pagano?
    marina e silvia

    • Roberta Michieli scrive:

      Gentili Marina e Silvia,

      rispondendo alla vostra domanda, leggo sul Devoto Oli, “Volontario. Come sostantivo maschile (femminile Volontaria),chi presta la propria opera per spontanea iniziativa, senza riceverne compenso”.
      Personalmente ho deciso di aderire a questo progetto di mia spontanea volontà, nessuno mi ha obbligata, devo dire, però, che sono stata ricompensata abbondantemente:
      L’ospitalità trovata lì al campo, da parte di tutti, residenti e non, è cosa rara e sicuramente di grande valore.
      Le parole di ringraziamento e gratitudine sono state molte e mi hanno arricchita di belle emozioni ogni volta che le ascoltavo o leggevo sul nostro “Diario di Bordo”, alcune sono state riportate anche su questo blog, provate a leggerle se ne avete voglia!
      Adesso so di avere anche molti nuovi amici e, lo sanno tutti, chi trova un amico trova un tesoro.
      La forza che emerge da un popolo che si è trovato a dover sostenere una prova come questa, sembra essere contagiosa, credo si contragga con gli abbracci, i baci, ma anche i sorrisi e certi sguardi profondi. Non c’è scampo per me…
      Mi fermo qui, per non dilungarmi in un noioso elenco che finirebbe per sminuire il valore dell’esperienza, e per non ritrovarmi a ripetere ciò che è già stato espresso egregiamente e in modo più poetico da altri nel blog.
      Concludo solo ribadendo che no, non ci pagano, nessuno di noi è stato pagato, nemmeno per un rimborso spese, ma spero vivamente che questo non sia per voi motivo di rinuncia a dare il vostro contributo per aiutare il prossimo, c’è troppo da perdere!

      Augurandovi Buona Vita
      Un abbraccio Roberta

  6. Valerio scrive:

    Carissimi buon giorno a tutti,
    E’ stato bellissimo rivedervi all’opera nel “nostro” campo. Dico nostro perchè veramente è stato di tutti noi, ma soprattutto rifugio per chi aveva “bisogno” di ri acquisire la tranquillità di un tetto sicuro sopra la propria testa. Il mio ricordo è vivissimo e sopratutto indelebile. Ricordo le difficoltà tecniche superate per fare in modo che gli “ospiti” potessero usufruire del vostro splendido servizio. Non vorrei citare nessuno in particolare ma purtroppo alcuni di voi hanno lasciato in me un segno indelebile anche frutto di discussioni libere e sincere che hanno fatto in modo di conoscerci forse un po’ meglio.
    Una nota di merito la devo ad Antonella che, pur essendo “vulcanica” nei suoi pensieri e nel modo di fare, ha trovato una sua dimensione anche nel “terremoto” facendosi largo non tra le macerie ma tra gli “utenti” (il termine corretto da voi usato non lo ricordo) facendo breccia anche nei loro sentimenti. Ricordo poi Alessia che ha deciso di sottopormi ad un trattamento prendendomi un po’ alla sprovvista ma vi posso garantire che di questo le sono grato perchè per alcuni giorni mi ha consentito di lavorare con maggiore serenità e qualche contrattura in meno. Che dire vi ringrazio per avermi fatto conoscere questo mondo nuovo e soprattutto per ciò che avete fatto senza “risparmiarvi” per chi aveva bisogno.
    Un grande e fraterno abbraccio

    Valerio

    • shiatsudoabruzzo scrive:

      Ukè, Valerio, si chiamano Ukè. Come noi, quando facciamo shiatsu, ci chiamiamo Tori. Lo shiatsu scorre nella relazione tra queste due persone nel momento nel quale si incontrano e negli effetti che questo incontro lascia in entrambi. Lo sapevamo sin dall’inizio che questa esperienza ci avrebbe dato qualcosa, è nella natura stessa di quel che abbiamo fatto, perchè nello shiatsu si dà e si riceve, sempre. Ognuno quel che ha e quel che è. Ma quello che noi tutti abbiamo ricevuto, nelle immagini e nei ricordi indelebili, nell’intensità degli incontri e dei paesaggi, nella partecipazione empatica alla vita di quella gente…tutto quello che abbiamo ricevuto è di una grandezza tale che ci ripaga della stanchezza che in alcuni momenti abbiamo provato.
      E che dire della vostra permanenza in quel campo da più di sei mesi? Di tutte le attenzioni che avete avuto per rendere a quella gente il meno amara possibile la loro condizione? E’ stata la vostra sensibilità a permetterci di fare quello che abbiamo fatto.
      I segni sono reciprocamente indelebili nella mente. Le discussioni che liberamente abbiamo fatto, i racconti che sono emersi ci hanno permesso di entrare nel sentire della gente e di unirci, noi tutti volontari, nello scopo comune di fare il possibile per alleviare il disagio dei pianolesi.
      Penso che ci porteremo tutti a lungo dietro questa esperienza per molto, molto tempo. Ma spero che i ricordi alimenteranno azioni da portare avanti nel futuro.
      Un caro, fraterno abbraccio.
      Antonella

  7. Alessia scrive:

    Caro Valerio,
    nn ho parole per ringraziarti per tutto l’aiuto che voi della protezione civile ci avete dato nei nostri giorni di permanenza a Pianola. E oltre all’aiuto forse più “naturale” per voi data la scelta del vostro volontariato, grazie per la fiducia.
    La fiducia è una delle parole chiave che ci hanno portato lì con voi, la fiducia di uno spirito puro come quello di Antonella, la fiducia del nostro Emilio verso una pratica così sconosciuta, la fiducia degli abruzzesi nell’affidarsi alle nostre mani e la tua e quella dei colleghi a darci sostegno.
    Qui a casa avevano tutti paura per me laggiù, ma io nn ne ho mai avuta, perchè voi date una grande sicurezza, quella che aiuta a riavere fiducia in questo strano mondo dove senza preavviso un giorno tutto si sconvolge e tra le macerie e la polvere ad aiutarci troviamo…mani altrui.
    Grazie.
    Alessia

  8. Matteo scrive:

    Ciao ragazzi… quanto tempo è passato da quei giorni in cui il destino ci ha fatto incontrare, in quei luoghi, tra quella gente, devastati nella terra, nei muri, nei cuori e nelle menti. Ricordo con nostalgia ognuno di voi e vi ringrazio ancora per i momenti di pace e serenità che avete portato nella tendopoli. Un forte abbraccio!

    Matteo (PMA campo di Piànola, 5-12 Settembre 2009)

    • shiatsudoabruzzo scrive:

      Grazie Matteo per questo tuo commento.
      L’esperienza che tutti noi volontari abbiamo vissuto in tendopoli è stata forte e piena, abbiamo visto la devastazione e la voglia di ricominciare, la rassegnazione e il coraggio.
      Teniamoci in contatto. Non ricordo, di quale città sei? Noi, dal canto nostro vorremmo continuare a mantenere alta la nostra attenzione su quella realtà e fare qualcosa ancora, nei limiti delle nostre possibilità.
      Un caro saluto e a presto.
      Antonella

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